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agriculture statistica Unioncamere 1° trimestre 2012 sotterrate 13 mila aziende agricole

Giovedì 19 aprile 2012 | 00:00
agriculture statistica Unioncamere 1° trimestre 2012 sotterrate 13 mila aziende agricole

agricoltura settore primario maglia nera per mortalità di imprese Aziende in sofferenza: calo di 13.335 unità in agricolture • italian Employment in agriculture: statistics

decremento iscrizioni - incremento cessazioni: si allarga, nel primo trimestre del 2012, la forbice della vitalità delle imprese tra chi sceglie di entrare sul mercato creando nuove attività (sono stati in 120.278 tra gennaio e marzo) e chi è uscito (out 146.368 aziende).

- Rispetto allo stesso periodo del 2011, le iscrizioni sono diminuite di 5mila unità, le cessazioni sono aumentate di 12mila, con un saldo del periodo di -26.090 imprese, il triplo rispetto ai primi tre mesi del 2011.

in sintesi, il quadro che emerge dai dati sulla nati - mortalità delle imprese italiane agricole 1° trimestre 2012 - fotografati da Movimprese e resi noti a LECCE dal presidente di Unioncamere - Ferruccio Dardanello, nel corso del convegno su sviluppo del Mezzogiorno, org da Camera di commercio del capoluogo salentino

- i successi del made in Italy nel mondo da soli, non bastano a sostenere occupazione e ricostruire il benessere delle TERRE andate perse nella crisi di questi anni - ha dichiarato Dardanello

Tra i settori, in termini assoluti i saldi negativi più pesanti si registrano in agricoltura (-13.335 unità), una tendenza di fondo che prosegue da anni.


///// ENERGIA & FONTI ALTERNATIVE in incremento •

incrementa il settore energia, dove si sta probabilmente utilizzando la corsa agli incentivi per la produzione di energia attraverso fonti alternative.
1° trimestre 2012 il bilancio delle imprese positivo per 511 unità in più, corrispondente ad una crescita del 7,6%.

Sotto il profilo territoriale, tutte le macro-ripartizioni geografiche chiudono il trimestre con saldi negativi.

La battuta di arresto più rilevante in termini assoluti è quella della ripartizione Sud e Isole che perde 10.491 imprese, il 40,2% di tutto il saldo negativo del periodo •

////////////// Confagricoltura: agricoltura non si arrende •

statistica Unioncamere sul settore primario evidenzia razionalizzazione che si registra da diversi anni, – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – ma è anche il segno di una sofferenza in cui si trovano ad operare tante imprese agricole che non trovano margini di redditività

- Non vorrei però che emergesse dalle analisi sulla crisi l'immagine di un'agricoltura che si arrende – ha continuato Guidi – Ci sono imprese agricole strutturate, moderne e competitive che hanno messo in atto, già da tempo, precise strategie per fronteggiare le criticità

- da studi svolti recentemente da Confagricoltura con il Censis emerge che le imprese più evolute hanno adeguato gli impianti e le strutture produttive (il 75% delle aziende più evolute), ridefinito le politiche di vendita (59%), riorganizzato le procedure di lavoro (57,3%), individuato nuove produzioni e colture (51,7%), ridefinito le funzioni di vertice (30,3%).

Solo il 3,7% del campione intervistato non ha apportato alcun cambiamento.

Guidi ha colto l'occasione anche per ricordare che circa il 2% delle imprese esistenti generano massa critica:
- si tratta di 30-32 mila imprese da cui deriva gran parte del fatturato, del valore aggiunto e dell'occupazione del sistema agricolo nazionale •

/////// Bisogna mettere l'agricoltura in condizioni di tornare a crescere ///////

Anche la Cia - Confederazione italiana agricoltori ha sottolineato la profonda sofferenza delle aziende agricole italiane, puntando il dito contro assenza di liquidità, burocrazia elefantiaca e aumento dei costi di produzione, caro-gasolio in testa

• i produttori vivono una situazione drammatica che non ha precedenti - ha spiegato la Cia - schiacciati sia dai problemi strutturali del comparto che dalle difficoltà congiunturali conseguenti all'intensificarsi della crisi economica
La burocrazia, per esempio, costa al settore più di 4 miliardi di euro l'anno (di cui oltre un miliardo addebitabile a ritardi, disservizi e inefficienze della pubblica amministrazione), e fa perdere a ogni impresa quasi 90 giorni di lavoro l'anno solo per rispondere a tutti gli obblighi fiscali e contributivi.

La stretta creditizia fa il resto: secondo la Cia, ben 2 aziende agricole su 3 sono gravate da debiti e 3 su 10 non riescono più a fronteggiarli.

• il rischio è quello di finire nella rete dell'usura e della criminalità organizzata.

• serve per esempio riduzione dei costi (soprattutto l'abbattimento dell'accise sul gasolio); una semplificazione amministrativa e fiscale; un miglioramento dell'accesso al credito; contratti sicuri con i soggetti della filiera, soprattutto con la Gdo;
• necessita decisa spinta verso l'aggregazione


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