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10 Apr 2010 • Kaczynski & Katyn . . . more movie reality

Venerdì 2 novembre 2012 | 16:28
Kaczynski & Katyn

Il film KATYN di Andrzej Wajda ispirato al racconto di Andrzej Mularczyk "Katyn. Post Mortem".

Uscito a settembre 2007 in Polonia, presentato fuori concorso al Festival di Berlino (7-17 febbraio 2008) nominato per Oscar del miglior film straniero.

- - - Recensione - -
Wajda gira la strage di Katyn «Mio padre fu trucidato lì»

L'82enne regista polacco nel film racconta il dramma dei 22mila ufficiali polacchi massacrati dai sovietici nel 1940.

Un film a metà strada tra la rievocazione di un episodio storico di portata drammatica e la narrazione di una struggente vicenda familiare.

Si presenta così l'ultimo lavoro del grande regista polacco Andrzej Wajda, Katyn, rievocazione della strage di 22 mila soldati polacchi perpetrata dalla polizia segreta di Stalin nel marzo 1940 nell'omonima foresta, situata nei pressi della città di SMOLENSKS (Russia).

Il film, uscito in Polonia, è il primo mai realizzato su questa drammatica pagina della 2a guerra mondiale, a lungo negata in Unione Sovietica.

Le prime immagini di Katyn sono quelle di 2 folle che percorrono
una medesima strada ma a senso inverso: vi è chi fugge
dall'occupazione Armata rossa e chi scappa dall'oppressione della Wermacht.

E le ultime inquadrature del film ritraggono proprio le fucilazioni operate dai nazisti su 22.000 inermi ufficiali polacchi, uccisi con un colpo alla nuca tra Katyn e altre località limitrofe, per poi essere sepolti in fosse comuni.

Il massacro fu rivelato dai nazisti in chiave antisovietica al momento dell'invasione della Russia nel '41, ma Mosca rigettò ogni responsabilità sull'esercito di Hitler.

E in mezzo ci fu il silenzio dell'Occidente, incapace di denunciare le responsabilità di Stalin, divenuto un indispensabile alleato
contro la Germania.

Solo nel 1990 l'allora Presidente dell'Urss Gorbaciov ha riconosciuto
la verità storica sull'eccidio di Katyn.

Ma non è solo l'eccezionalità storica a rendere notevole il lavoro
del regista di memorabili pellicole come L'uomo di marmo (1977) e
L'uomo di pietra ('81).
Vi è anche un risvolto personale che ha portato Wajda a completare questo film - ambientato tra il 1939 e il 1950 - visto che suo padre, Jakub, fu una delle vittime del massacro di Katyn.
Per questo motivo, sotto il titolo del suo film, il regista premio Oscar alla carriera nel 2000 ha apposto un'eloquente dedica:
«Ai miei genitori».
«Mia madre si è nutrita di illusione fino alla fine della sua vita
perché il nome di mio padre figurava sulla lista dei soldati massacrati
con un appellativo sbagliato»
ha ricordato Wajda durante la presentazione del film Katyn.

Il cineasta polacco ha riconosciuto che «nessun regista sano di mente
avrebbe potuto girare un film così durante il periodo comunista, se non presentando la versione ufficiale.
In Polonia non c'è stato interesse su questo argomento».


• La maledizione di Katyn
- Secondo Lech Walesa la tragedia Kaczynski equivale a una «2a Katyn»,
una 2a decapitazione», un 2° annientamento delle élite polacche».

Si potrebbe anche aggiungere che equivalga all’ennesima maledizione
che l’antica e Nobile Nazione slava ha continuato a subire fin dal 1772,
anno della prima spartizione fra Russia, Prussia e Austria.

I tentativi, compiuti dai potenti vicini, di eliminare la Polonia
dalla faccia dell’Europa sono stati permanenti e
spesso atroci per oltre 2 secoli.

La verità sull’eccidio perpetrato dai russi nel 1940, di cui
le foreste di Katyn sono diventate il simbolo estremo,
è riemersa in un’eco esponenziale da un ambiguo silenzio attraverso il cortocircuito tra 2 fatti accaduti, questa settimana, l’uno dopo l’altro.


- ACCUSE NEGATE - Reality

La scoperta del massacro nel 1943 causò l'immediata rottura delle relazioni diplomatiche tra il Governo Polacco in esilio a Londra e l'Unione Sovietica.

L'URSS negò le accuse fino al 1990, quando riconobbe nell'NKVD, il Commissariato per gli affari interni, il responsabile del massacro e
della sua copertura.
«I crimini del regime staliniano non possono essere giustificati anche se sarebbe sbagliato attribuire al Popolo Russo il massacro avvenuto nella foresta di Katyn» ha commentato nei giorni scorsi il primo ministro russo Vladimir PUTIN, durante una cerimonia organizzata per il 70° anniversario dell'eccidio.

«Per anni si è cercato di coprire la verità con ciniche bugie», ha ammesso Putin riferendosi alla lunga opera di disinformazione compiuta dai sovietici nel tentativo di scaricare le responsabilità dell'accaduto alla Germania nazista.

«Questi crimini non possono essere giustificati in alcun modo - ha insistito l'ex Presidente -.

- La nostra Russia ha dato una chiara valutazione legale e morale delle atrocità del regime totalitario. Una valutazione che non è soggetta a revisionismi».



- - - Kaczynski & RUSSI -
Che effetto avrà la tragedia dell'incidente aereo nei rapporti con la Russia ?
- La catastrofe certo non peggiorerà i rapporti con la Russia, né di per sé li renderà migliori.

Eppure, ciò nonostante crediamo che la reazione della Russia sia stata molto importante, e vale la pena di sottolinearla per il suo effetto.

C'è un'ondata di POLONOFILIA, di sentimenti di amicizia verso la Polonia, in Russia.

Quando il Presidente russo dichiara un giorno di lutto nazionale in Russia per la tragedia aerea costata la vita al Presidente Polacco e a tanti altri,
quando la tv russa trasmette in prime-time Katyn(il film del grande regista Andrzej Wajda sul massacro di 22mila ufficiali polacchi, l'élite polacca di allora, da parte della Nkvd, la polizia segreta di Stalin),

questi sono segnali pro-polacchi molto chiari.

Ciò dovrebbe avere un effetto positivo nelle relazioni polacco-russe, ma non possiamo dire che la catastrofe aerea di per sé lo abbia prodotto.


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