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Aug 2010 • Libyan Investment Authority (Lia) Primo Azionista del Gruppo Bancario • La Libia compra Unicredit taglia

Lunedì 9 agosto 2010 | 00:00
Aug 2010 • Libyan Investment Authority (Lia) Primo Azionista del Gruppo Bancario • La Libia compra - Unicredit taglia IN ITALIA - ma apre a TRIPOLI

• Unicredit riceve approvazione della Banca Centrale della Libia per aprire una filiale in Libia.

• Unica Autorizzazione di licenza assegnata dalla Libia dopo - attenta analisi di tutte le richieste ricevute da altre banche.

Tripoli consente dunque a Unicredit di assumere una partecipazione del 49% in una Nuova Banca, garantendosi il pieno controllo di gestione, mentre il restante 51% sarà posseduto da investitori LIBICI.

Le Autorità economiche Libiche avevano annunciato a inizio anno la concessione di 2 licenze a banche straniere: 6 BANCHE avevano avanzato la propria candidatura entro il termine perentorio del 30 marzo 2010,
• Hsbc • Standard Chartered • Mashreq Bank • National Bank of Dubai
• Qatar Islamic Bank • Unicredit.

L’apertura della controllata rafforza il rapporto fra Unicredit e la Libia, che la settimana scorsa è divenuta di fatto l’azionista di maggioranza di UNICREDIT.

La Libyan Investment Authority ha aumentato la quota detenuta direttamente, superando il 2% della partecipazione, che sommato alla quota detenuta dalla Libyan Foreign Bank (4,613%) raggiunge il 7% del capitale.

Il Governatore della Banca centrale libica, Farhat Omar Bengdara è anche vice Presidente di UNICREDIT.



• La Consob ha aggiornato le cifre sull’azionariato della 2a banca d’Italia: la Libyan Investment Authority (Lia), il 28 luglio 2010, ha comprato azioni della banca di Profumo e ne controlla il 2,07%.

• In Unicredit il 1° azionista (da fine giugno 2010) era già un fondo arabo, Aaabar, la finanziaria statale degli Emiri di Abu Dhabi.

• La Banca centrale Libica, assieme alla Libyan Arab Foreign Bank, ha un altro 4,98%. Sommato al 2,07% della Lia il pacchetto di azioni in mano allo Stato di Gheddafi ammonta al 7% della banca.

• Mentre il 12% di Unicredit appartiene a Nazioni Arabe.

Si può anche notare che con il 4,99% del fondo USA Blackrock e il 2,048% dei Tedeschi di Allianz gli - Stranieri - hanno quasi un quinto delle azioni.

Ma basta quel 12% Arabo a superare il 12% scarso (precisamente 11,785% dice la Consob) in mano alle Fondazioni che gestiscono Unicredit.

Con la differenza che questi azionisti, almeno per ora, non vogliono comandare la banca, ha assicurato qualche giorno fa il presidente Dieter Rampl. Il loro è solo un investimento finanziario.

Si apprende dalla stampa economica che: Unicredit 56 mila dipendenti italiani del gruppo, annuncia 4.700 esuberi e l’ineffabile Sindacato bancario • Fabi, media, dichiarando: - L’effetto Marchionne - Fiat ha purtroppo contagiato, come un effetto domino, anche il gruppo Unicredit -

In Sicilia tra 300 e 400 gli esuberi del gruppo Unicredit.

Il piano della Holding Unicredit, prevede complessivamente 4700 esuberi in tutta Italia,
• 4.700 tagli tra il 2011 e il 2013.
• 600 sono dipendenti da pensionare,
• 4.100 sono esuberi reali .

La cifra supera - di gran lunga le previsioni e le attese sindacali
- dicono dalla • Fiba-Cisl chiedendo che un progetto simile sia almeno bilanciato - dalla creazione di nuova occupazione per i giovani, dalla stabilizzazione di tutte le lavoratrici e lavoratori a termine, dalla solidarietà settoriale.

Secondo fonti sindacali nell’isola Siciliana avrà un impatto sui lavoratori di 3 Direzioni commerciali e sul personale della Direzione Generale del Banco di Sicilia, anche sulla scorta della costituzione della Banca unica che ridisegna gli assetti del gruppo bancario.

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