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Altissimi RICARICHI lungo la filiera agroalimentare nel 2009

Domenica 7 febbraio 2010 | 00:00
inefficienze e speculazioni Altissimi RICARICHI lungo la filiera agroalimentare nel 2009 sono costate alle tasche degli italiani e alle imprese agricole oltre 7 miliardi €

TOP TEN dei prodotti che hanno subito il maggiore RICARICO dal campo alla tavola
composta nell’ordine da pane (+1745 per cento), carote (+1050 per cento), pasta (+490 per cento), uva da tavola (+422 per cento), radicchio (+390 per cento), limoni (+374 per cento), clementine (372 per cento), finocchi (+369 per cento), arance (+364 per cento) e mandarini (+350 per cento) a pari merito con il latte.

Questo emerge da analisi presentata da Coldiretti all'incontro che s'è svolto a Fieragricola di Verona “Crisi globale: come ne esce l'agricoltura ?

Aumento prezzi per i prodotti alimentari è stato dell’1,8 per cento nel 2009, un punto percentuale superiore alla media generale dell'inflazione, nonostante il forte calo dell’11 per cento nei prezzi delle materie prime agricole, che sta provocando la chiusura delle aziende.

Pochi cent pagati agli agricoltori diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale - sostiene la Coldiretti - i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media 5 volte.
Non meno grave il danno per le imprese agricole italiane causato dal furto di identità: secondo dati Coldiretti l’inganno del falso Made in Italy a tavola, dovuto alla vendita di prodotti alimentari pagati come italiani senza esserlo, costa 70 miliardi alle tasche dei cittadini e riguarda in Italia 2 prosciutti su 3 venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche 3 cartoni di latte a lunga conservazione su 4 che sono stranieri senza indicazione in etichetta e oltre un terzo della pasta che è ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori.

La situazione di difficoltà del settore non dipende solo dalla crisi generale ma dal fatto che - ha sottolineato Marini - stiamo vivendo i drammatici effetti di quelli che sono i 2 furti ai quali è sottoposta giornalmente la nostra agricoltura: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall'altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori.
COLDIRETTI per una filiera agricola tutta Italiana
Siamo la principale organizzazione agricola in Italia ed in Europa e per questo - ha precisato Marini - abbiamo il dovere di accompagnare la protesta con una proposta concreta di lungo periodo perché siamo consapevoli che le norme della politica sono necessarie, ma non sufficienti a garantire in futuro un reddito adeguato agli agricoltori.

Questo stiamo facendo, il nostro progetto operativo per una “Filiera agricola tutta italiana” ha come obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori eliminando le distorsioni e tagliando le intermediazioni con l'offerta attraverso la RETE di consorzi agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole di prodotti alimentari al 100 per 100 italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo.

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