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Il presidente della Repubblica non ha ceduto ad imposizione di Paolo Savona al dicastero Economia

Domenica 27 maggio 2018 | 22:24
84 giorni dopo le elezioni del 5 marzo - Il presidente della Repubblica non ha ceduto ad imposizione di Paolo Savona al dicastero Economia

Il presidente della Repubblica - Sergio Mattarella : Nessuno puo' dirmi che ho ostacolato il governo

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RETROSCENA: I TENTATIVI FALLITI DI UNA MEDIAZIONE

Il presidente della Repubblica non ha ceduto all'imposizione di Paolo Savona al dicastero dell'Economia.

Nel pomeriggio erano saliti prima il segretario della Lega Matteo Salvini, poi il capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio.

Obiettivo era sciogliere il nodo politico su MINISTERO Economia che i 2 Leader volevano affidare al prof Paolo Savona.

Ma il tentativo è fallito e il risultato è stato che Giuseppe Conte ha rinunciato ad incarico di formare il Nuovo Governo.

Il presidente della Repubblica ha preso la decisione di convocare domattina al Quirinale - Carlo Cottarelli al quel potrebbe essere affidato l'incarico di formare un Governo.

Carlo Cottarelli - noto dal 2014 quando fu designato dal governo Letta come commissario alla “spending review”, un tentativo fallito di attuare tagli nella spesa pubblica.
Mai fallimento fu più foriero di fortune personali: Cottarelli è diventato un divo ed il suo mantra delle spese “improduttive” da tagliare imperversa da 4 anni nei talk-show.

➤ Domenica 27 maggio 2018 h 20:30
- ROMA Presidenza della Repubblica Italiana - Quirinale

Dopo aver sperimentato, nei primi 2 mesi, senza esito, tutte le possibili soluzioni, si è manifestata - com'è noto - una maggioranza parlamentare tra il Movimento 5 Stelle e la Lega che, pur contrapposti alle elezioni, hanno raggiunto un'intesa, dopo un ampio lavoro programmatico. Ne ho agevolato, in ogni modo, il tentativo di dar vita a un governo.
Ho atteso i tempi da loro richiesti per giungere a un accordo di programma e per farlo approvare dalle rispettive basi di militanti, pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche.
Ho accolto la proposta per l'incarico di Presidente del Consiglio, superando ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento. E ne ho accompagnato, con piena attenzione, il lavoro per formare il governo.
Nessuno può, dunque, sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento. Al contrario, ho accompagnato, con grande collaborazione, questo tentativo; com' è del resto mio dovere in presenza di una maggioranza parlamentare; nel rispetto delle regole della Costituzione.
Avevo fatto presente, sia ai rappresentanti dei due partiti, sia al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che, per alcuni ministeri, avrei esercitato un'attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere.
Questo pomeriggio il prof Conte - che apprezzo e che ringrazio - mi ha presentato le sue proposte per i decreti di nomina dei ministri che, come dispone la Costituzione, io devo firmare, assumendomene la responsabilità istituzionale.
In questo caso il Presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia, che non ha mai subito, né può subire, imposizioni.
Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri, tranne quella del ministro dell'Economia.
La designazione del ministro dell'Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari.
Ho chiesto, per quel ministero, l'indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con l'accordo di programma. Un esponente che - al di là della stima e della considerazione per la persona - non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell'Italia dall'euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell'ambito dell'Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano.
A fronte di questa mia sollecitazione, ho registrato - con rammarico - indisponibilità a ogni altra soluzione, e il Presidente del Consiglio incaricato ha rimesso il mandato.
L'incertezza sulla nostra posizione nell'euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L'impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali.
Le perdite in borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito. E configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri concittadini e per le famiglie italiane.
Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi per i mutui, e per i finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo quando - prima di Unione Monetaria Europea - gli interessi bancari sfioravano il 20%.
È mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri - che mi affida la Costituzione - essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani.
In questo modo, si riafferma, concretamente, la sovranità italiana. Mentre vanno respinte al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull'Italia, apparsi su organi di stampa di un paese europeo.
L'Italia è un Paese fondatore di Unione europea, e ne è protagonista.
Non faccio le affermazioni di questa sera a cuor leggero. Anche perché ho fatto tutto il possibile per far nascere un governo politico.
Nel fare queste affermazioni antepongo, a qualunque altro aspetto, la difesa della Costituzione e dell'interesse della nostra comunità nazionale.
Quella dell'adesione all'Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani: se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento. Anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale.
Sono stato informato di richieste di forze politiche di andare a elezioni ravvicinate. Si tratta di una decisione che mi riservo di prendere, doverosamente, sulla base di quanto avverrà in Parlamento.

Nelle prossime ore assumerò un'iniziativa.
➤ ROMA - video & audio odierno 27 maggio 2018 del presidente della Repubblica - Sergio Mattarella

www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Video&key=2809&vKey=2509&fVideo=7


➤ PRIMI EFFETTI

ROMA - Dopo 84 giorni il nuovo Governo: - il presidente della Repubblica - Sergio Mattarella incaricherà Nuova figura per formare il nuovo Governo, che avrà il sostegno di ampia base parlamentare

• ☀️ GOVERNO DEL CAMBIAMENTO ?

➤ Source: Presidenza della Repubblica Italiana

www.quirinale.it





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