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Scarso raccolto di olive & olio: la GDO si fa furba pro . . pone Sansa

Mercoledì 15 luglio 2015 | 08:53
Scarso raccolto di olive & olio: la GDO si fa furba pro . . pone Sansa

FRANTOI IN CRISI - Frodi Alimentari & Prezzi Pazzi

- la GDO Sapendo che il 90% dei consumatori non conoscono le differenze tra olio extra vergine - olio vergine - olio di sansa . . .
GDO si fa furba pro . . pone Sansa . .

Hanno immesso da qualche settimana - in tutti i supermercati di tutte le insegne - notevoli quantità di oli di Sansa & oli vergini (no extra) allo stesso prezzo degli oli extra vergini . . e visto che i consumatori sono poco accorti . . andrà tutto bene !



Olio extravergine d'oliva: come sceglierlo -

differenze tra oli extra vergine - vergine - sansa

Ci sono oli di tutti i prezzi e con le etichette più strane

• Esistono molti tipi di olio d’oliva in commercio, i quali possono essere anche molto diversi tra loro.

La LEGGE regolamenta in maniera molto precisa le varie categorie esistenti per tutelare la salute del consumatore, la qualità e la tipicità dell’olio, ma anche per evitare potenziali truffe.


I vari tipi di olio d’oliva che possiamo trovare in commercio sono i seguenti:
• Olio extravergine d’oliva Acidità Massima 0,8%
Panel Test: mediana del fruttato maggiore di zero mediana dei difetti uguale a zero

• Olio di Oliva Vergine: Acidità Massima 2.0%
Panel Test: mediana del fruttato maggiore di zero mediana dei difetti minore o uguale a 2,5

• Olio di Oliva Vergine Lampante: Acidità superiore a 2,0%
Panel Test: mediana dei difetti maggiore di 2,5
Non è commestibile e non può essere venduto com’è, anzi deve essere sottoposto al processo di rettifica.

• Olio di Oliva Raffinato: Acidità Massima 0,3%
Gli oli lampanti subiscono un procedimento industriale, la raffinazione, che ne diminuisce l’acidità e riduce gli odori e/o i sapori sgradevoli; non può essere venduto com’è.

• Olio di Oliva: Acidità Massima 1,0%
Aggiungendo all’olio di oliva raffinato una quantità di olio extravergine o vergine, si ottiene l’olio di oliva.

• Olio di Sansa Raffinato: Acidità Massima 0,3%
Nella pasta residua da cui è stato ottenuto l’olio vergine, rimane ancora una piccola percentuale di olio di oliva che viene prima estratto con dei solventi e poi reso commestibile mediante il processo di raffinazione; non può essere venduto com’è.

• Olio di Sansa di Oliva: Acidità Massima 1,0%
Aggiungendo all’olio di sansa raffinato una quantità di olio extravergine o vergine, si ottiene l’olio di sansa di oliva.

• Gli oli extravergine e vergine di oliva sono ottenuti attraverso estrazione unicamente meccanica e devono soddisfare precisi parametri chimico-fisici e organolettici, tra cui l’acidità che deve essere inferiore a 0,8% per l’extravergine e 2% per quello vergine. Inoltre l’extravergine ha una quantità di polifenoli e di componenti volatili maggiore rispetto a quello vergine, quindi ha un gusto e un odore più caratterizzato.

• Olio ottenuto dalla spremitura che non rientra nei parametri precedenti e/o risulta avere dei difetti (per esempio odore, sapore e colore sgradevoli) viene rettificato attraverso vari processi (necessari per rendere commestibile l’olio), dopodiché viene miscelato ad una quantità non meglio specificata di olio vergine d’oliva per ottenere così l’olio d’oliva.

• Dalla spremitura delle olive, come scarto, si ottiene una parte solida, la sansa, la quale contiene ancora una certa percentuale di olio che può essere estratta utilizzando dei solventi chimici: successivamente questi vengono separati, l’olio viene raffinato e miscelato con olio vergine d’oliva, diventando così pronto al consumo alimentare come olio di sansa di oliva.

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