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Botanic Protee prima solo australian or chile ora sono piante anche italiane in Giardini Borromeo Stresa Piemonte lago Maggiore Sa 8 Jun 2013

Venerdì 31 maggio 2013 | 22:04
Botanic Protee prima solo australiane or chile ora sono piante anche italiane in Giardini Borromeo Stresa Piemonte lago Maggiore Sa 8 Jun 2013

Dopo 30 anni di tentativi, crescono nei Giardini Borromeo - lago Maggiore in Isola Madre Stresa: le Protee - inaugurazione Terrazza delle Protee Sabato 8 giugno 2013 h 14 -16

Après-midi alla Terrazza delle Protee, Isola in expo fino ad ottobre 2013, nella stagione delle grandi fioriture.

La nuova coltivazione arricchisce ulteriormente i giardini dell’Isola Madre che, per varietà di specie botaniche, tra i più ricchi parchi botanici in Italia.

Il Parco Botanico dell’Isola Madre vanta una plurisecolare tradizione di acclimatamento e inserimento di specie provenienti da altri Continenti e che qui hanno trovato un habitat ideale.

Basti pensare a palme ed agrumi e al “Grande Vecchio dell’Isola Madre”, il celeberrimo Cipresso di Himalaya, oggi simbolo dell’Isola e della passione della Famiglia Borromeo per la botanica.

Le protee, arbusto dalla meravigliosa fioritura fiammeggiate, è simbolo del Sud Africa.

Le specie sino ad oggi censite tra Africa Australe, Australia, Nuova Zelanda e Sud America sono 117.

Danno il meglio di se in ambienti caldi e secchi
Condizioni molto diverse da quelle offerte dal clima del settentrionale italiano e soprattutto della zona lacustre.

In Italia tentativi di inserimento sono noti, a livello di ricerca universitaria, in SICILIA e da qualche privato collezionista.

L’idea era che in un giardino che si stava avviando a diventare uno dei più completi in ambito botanico dei più famosi della penisola, non potesse mancare una zona dedicata alla Flora Australe.

Fu durante i primi Anni ‘80 – ricorda il sig. Giustina, capo giardiniere di Casa Borromeo – che iniziò una corrispondenza con alcuni vivaisti Sud Africani che permise l’arrivo di semi freschi di protea.

I tentativi di far germogliare questi semi tuttavia si mostrarono ben presto vani, le giovani e delicatissime plantule malgrado le amorevoli cure morivano inesorabilmente.

Si tentò quindi di percorrere un’altra strada e fu così che nel 1985 attraverso il famoso cacciatore di piante e vivaista inglese Sir Harold Hillier arrivarono all’isola Madre alcune giovani piante di protea e di Banksia serrata, altra proteacea questa volta australiana, molto decorativa.

Era questa la strada giusta, avere delle piccole piante da coltivare permetteva infatti di saltare la delicata fase della germinazione, come confermò la prima fioritura di 2 Protea cynaroides Protea nerifolia che avvennero con grande soddisfazione nel 1988.

Ben presto si ebbe conferma che il clima ed il terreno dell’Isola Madre permettevano l’inserimento di questo arbusto ma ci si rese tuttavia anche conto che i grandi picchi di umidità tipici di questa area del Piemonte facevano morire le protee.

Malgrado questa constatazione i nostri abili giardinieri non si arresero e spronati nelle ricerche dalla Famiglia Borromeo cercarono nuove soluzioni per sormontare questi ostacoli.

Intanto sempre attraverso Sir Hillier, arrivò dal Cile una busta di semi di un’altra proteacea: Embothrium coccineum lanceolatum, chiamato solforito in onore della foggia a fiammiferi delle infiorescenze.

Era veramente impensabile scommettere sull’acclimatazione di questa pianta ma il clima speciale dell’isola permise anche questo felice inserimento.

L’albero di solforito divenne così grande (circa 6/8 m. d’altezza), che gruppi di persone si fermavano durante la fioritura ad ammirare i rami di fuoco di questa pianta addirittura visibile dalla costa durante la fioritura.

Parallelamente arrivano anche alcuni semi freschi da Inghilterra ed altra protea tipica questa volta della Nuova Zelanda, la Telopea speciosa.

Questi semi divenuti giovani piante furono messi a dimora in piena terra dove fiorirono per la 1a volta nel giugno del 1992 in una calda terrazza esposta a sud.

Altro traguardo era stato raggiunto con grande soddisfazione, la via dell’acclimatazione sembrava ben intrapresa.
Tutto sembrava deporre al meglio ma come una potente scure la tromba d’aria che devasta l’isola Madre nel 2006 strappò e distrusse ad una ad una le protee: Embotthrium coccineum lanceolatum - Telopea speciosa.

Tanti anni di lavoro studio e ricerca vengono vanificati in una notte quando la furia dei venti del LAGO si abbattè sull’isola.

Si decide allora di risistemare alcune aree del giardino dedicando una terrazza, in un punto particolarmente caldo ed assolato, alla protee e ad altre piante tipiche della flora Australe forti di esperienza 20nnale acquisita nella coltivazione di queste piante.

Per ovviare al freddo vento di tramontana che spira generalmente sull’isola dalle 7 alle 9 del mattino sull’ isola si decide di creare una barriera frangivento composta da allori e da un filare di querce da sughero arrivate dalla Spagna.

Si costruiscono quindi 8 aiole rettangolari e nel 2009 si piantumano finalmente le prime protee in piena terra. Grazie poi al felice incontro con alcuni esperti ed appassionati alcuni segreti sulla coltivazione delle protee vengono svelati ai nostri giardinieri che gelosamente li custodiscono.

E’ così che oggi questo splendido fiore, multiforme come il dio greco da cui prende il nome, ha trovato finalmente un luogo ideale dove crescere e fiorire, portando una scheggia di vegetazione proveniente dall’altro emisfero alle nostre latitudini.

+ info:
www.isoleborromee.it

www.borromeoturismo.it


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