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17/18 July 2010 • 4 Edit Flower Film Fest Assisi Umbria • Cinema ispirato alla Natura in tutte le sue forme ed espressioni • Botanic Ecologic . . .

Sabato 17 luglio 2010 | 00:00
17/18 July 2010 • 4 Edit Flower Film Fest Assisi Umbria • Cinema ispirato alla Natura in tutte le sue forme ed espressioni • Botanic Ecologic . . .

Ad Assisi torna il Concorso intern Flower Film Festival 2010: cinema ispirato alla natura in tutte le sue forme ed espressioni

Uomo, Ambiente e Natura protagonisti della rassegna cinematografica del Flower Film Festival ad Assisi fino a domenica 18 Luglio 2010.

Il Flower Film Festival è la rassegna con concorso internazionale di cinema, ispirata ai temi legati a natura, ambiente, architettura del paesaggio, usi e i costumi del territorio, Turismo, Ecologia, Botanica e florovivaismo, ospitata ad Assisi, nelle sale della pinacoteca in piazza del Comune.

Proiezioni di documentari, film, lungometraggi, cortometraggi e videoclip, per cinema e televisione.

Il Flower Film Festival 2010 prevede il concorso “Silver Flower” organizzato dall’ Associazione “Palladium Productions”, e diversi premi che sono consegnati durante le serate della manifestazione.

Il Silver Flower è dedicato ai lavori di recente produzione, realizzati da giovani autori e registi alla loro prima esperienza (o seconda, ma solo per i lungometraggi).

• • • • • 4 i film selezionati come finalisti • • • •

1 - il film documentario Fratelli d’ Italia di Claudio Giovannesi

Cast artistico Alin Delbaci, Masha Carbonetti, Nader Sarhan - Direttore della fotografia Ferran Paredes Rubio e Andrea Spalletti Panzieri - Montatore Giuseppe Trepiccione - Musiche Claudio Giovannesi, arrangiate e dirette da Enrico Melozzi - Produttore delegato Ines Vasilijevic - Produttore Giorgio Valente
Durata 90' Anno 2009 - Nader, immigrato di seconda generazione, nato a Roma da genitori egiziani: la sua storia è il conflitto, vissuto all’interno delle mura domestiche, con la propria Cultura; il confronto tra il suo sangue egiziano e il suo essere italiano. • Da una dichiarazione del regista: - Ho provato a considerare il concetto di integrazione al di là della sua astrattezza utopica, ma calandolo all’interno della realtà. Mi sono accorto che l’integrazione, anche quando è fortemente desiderata, non sempre è realizzabile: è un percorso di esperienza e formazione che non ha termine, e che necessita una difficile e responsabile ridefinizione dell’identità, in uguale misura, da entrambe le parti, quella autoctona e quella straniera

2 - il film Vietato Respirare di Ricky Farina, Pietro Menditto e Diego Fabricio

Cast artistico i cittadini di Napoli, Pianura, Monteruscello - Interviste di Piero Ricca - Formato di ripresa miniDv - Fotografia Pietro Menditto, Montaggio Diego Fabricio. Produzione Chisciotte Durata 30'
Anno 2008 - I problemi ambientali possono essere classificati come locali, regionali o globali. Il Commissario Europeo all’Ambiente Stavros Dimas ha detto: “I cumuli di immondizia nelle strade della Campania illustrano le conseguenze di una pessima gestione dei rifiuti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini”. Vietato Respirare racconta la drammatica crisi dei rifiuti di Napoli e della Regione Campania: un problema locale dei rifiuti, esploso nella sua dimensione globale.

3 - il film Oil di Massimiliano Mazzotta

Aiuto Regia Monica Assari Fotografia Francesco e Massimiliano Mazzotta Montaggio Massimiliano Mazzotta Operatori Francesco e Massimiliano Mazzotta, Massimiliano Sulis Musiche Fotokrafie, JeD, Johnny Melfi e Riccardo Albuzzi Sound effects fotokrafie.com Sarroch (CA) (Agosto/Novembre 2007 Marzo/Luglio 2008) Interpreti abitanti di Sarroch, rappresentanti di varie Istituzioni, dirigenti gruppo SARAS Produz Massimiliano Mazzotta Durata ‘75 min In viaggio, in vacanza, a molte persone capita di attraversare, velocemente e tappandosi il naso, paesi come Sarroch. Ma com’è vivere e lavorare qui, avendo come vicino di casa un’industria a forte impatto ambientale, respirando per 365 giorni all’anno quello che esce attraverso la fiamma perenne delle fiaccole e dalle numerose ciminiere ? Anidride carbonica, ossido di azoto, biossido di zolfo, acido solfidrico: la loro emissione è da pochi anni monitorata da centraline aventi gestori diversi. Dal 2000 le scorie di raffineria sono considerate fonti “assimilate” alle rinnovabili. I dipendenti del gruppo Saras e di PolimeriEuropa ricevono un’adeguata formazione in materia di tutela e sicurezza sul lavoro ed esiste un efficiente piano di emergenza interno, mentre i dipendenti esterni di nuova assunzione ricevono una formazione della durata di due ore e direttamente sul luogo di lavoro, in base alla mansione da svolgere. Per gli abitanti di Sarroch non esiste un piano di sicurezza con corsi e prove di evacuazione.
La tendenza riscontrata negli ultimi anni ad effettuare un ritorno all’agricoltura (coltivazioni in serra) e la volontà di rilanciare l’industria turistica, hanno subito una riduzione del loro spazio di attività anche per l’assenza totale di garanzie sulla qualità dei prodotti.Gli abitanti di Sarroch non chiedono la chiusura della raffineria, ma la difesa della salute di chi lavora dentro e di chi vive fuori.


4 - il film L’Aquila bella Mè di Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo.

Scritto da Pietro Pelliccione e Daniele Vicari Fotografia Marco D’Antonio Montaggio Luca Gasparini e Alberto Masi Musiche originali Vega’s Produz Vivo Film, Minollo Film e Relief con il sostegno di Arci, Ucca, Roma Lazio Film Commission, Abruzzo Film Commission in collab. con The Blog Tv e Woolrich
Durata 80’ Anno 2009 L’Italia intera, nelle ore e nei giorni successivi la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, ha assistito commossa e incredula alla tragedia del terremoto dell’Aquila, che ha colpito 46 comuni, ucciso 308 persone, provocato decine di migliaia di sfollati, innescato difficili processi sociali, economici e politici e cambiato per sempre la vita di una comunità. Per sempre, al di là e ben oltre le ore di televisione che sono state dedicate alle conseguenze di questo “lieve moto” della terra. Per sempre. Quello che prima non era nemmeno pensabile, oggi fa parte dell’esperienza e della memoria di ogni aquilano. Quello che prima c’era, oggi non c’è più, è stato spazzato via nel giro di un minuto, o meglio nel tempo che è servito a rendersi conto della catastrofe. Non basta un giorno per ricostruire, ci vogliono anni; forse lo stesso tempo necessario per sentirsi a casa in una terra straniera. E in questo tempo possono accadere infiniti fatti, più o meno privati, più o meno eclatanti, che alla fine comporranno una raccolta di ricordi, un diario di come si è potuti arrivare dall’istante stesso del crollo a una nuova, seppur diversa, normalità. L’Aquila bella mé (titolo di una canzone popolare) nasce soprattutto dal desiderio di mostrare questo tempo, così distante da quello della cronaca e dell’attualità. Ma nasce anche dall’esigenza di raccontare una storia alternativa rispetto a quella della messa in scena ufficiale e spettacolare del lutto, della gestione dell’emergenza e dell’attuazione dei programmi governativi. Una storia narrata da un punto di vista totalmente interno alla città, che della città documenti senza filtri le emozioni, la rabbia, i pensieri, il lento mutare. A volte i due raconti, i due punti di vista si integrano, a volte cozzano brutalmente.
I giovani cineasti Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo, originari dell’Aquila e di Avezzano, coadiuvati da altri che all’Aquila sono nati e cresciuti o che qui hanno studiato cinema (la responsabile di produzione Francesca Tracanna, gli operatori Flavio Paolilli Treonze e Michele Buo, il fotografo Marco D’Antonio, gli autori della colonna sonora originale, i Vega’s) già dal 7 aprile 2009 hanno iniziato a filmare questo loro diario della ricostruzione, che è durato circa un anno e che continuerà nelle settimane e nei mesi a venire.

• Il PREMIO si consegna al 1° classificato Domenica 18 Luglio 2010, tra le ore 19 e le ore 20.
A seguire, incontro con il regista vincitore

www.flowerfilmfestival.it

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