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Agatocle re di Sicilia intern Convention auditorium Museo Archeo Paolo Orsi di Siracusa 14/15 Oct 2011

Venerdì 7 ottobre 2011 | 00:00
Agatocle re di Sicilia intern Convention auditorium Museo Archeo Paolo Orsi di Siracusa 14/15 Oct 2011

• SICILIA, Siracusa, Agatocle, statere, 304-289 a. C. ca. -
D/ Testa di Atena, a d., con elmo decorato da un grifone.
R/ Fulmine alato; a d., ΑΓΑΘΟΚΛΕΟΣ; a s., [Β]ΑΣΙΛΕΟΣ e lettera T. - AV - gr 5.70

Venerdi 14 Sabato 15 Ottobre 2011 Convegno intern di studi Agatocle, re di Sicilia - 2300 Anniversary - org. Società siracusana di Storia patria e Ass Politiche Culturali Comune Siracusa

Relazioni di professori delle Università di Bochum (Germania) - Catania - Genova - Lecce - Messina - Palermo

auditorium Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa 14/15 Oct 2011
SIRACUSA v.le Teocrito 66
+ info:

wWw.storiapatriasiracusa.org

SIRACUSA - fruibile la tomba di Agatocle re di Sicilia
Grazie a recenti opere di ristrutturazione di Hotel Panorama, ubicato nella via Grotticelle, oggi reso fruibile un locus sepolturae che venne scoperto nel 1957 durante i lavori per l’allora costruendo albergo.

L’archeologo Vinicio Gentili mise in luce, dopo la rimozione di uno strato terroso di mezzo metro, una platea formata da blocchi di pietra calcarea di m 9,05 x m 8,45.

Nella zona centrale 2 blocchi legati fra loro da grappe metalliche ed impermeabilizzati con opus signinum furono oggetto di ulteriore indagine: dopo la loro rimozione apparve una fossa scavata nella roccia (m 1,20 x m 0,70 e profonda m 0,50) entro la quale erano posizionate, l’una accanto all’altra, 2 urne cinerarie a cassetta di piombo con coperchio.

La prima considerazione fu che la fossa, nell’originaria situazione, rimaneva nascosta sotto le fondamenta di un monumento il cui elevato era andato perduto e di cui la platea rinvenuta rappresentava l’ampio basamento. All’interno dell’urna, oltre alle ossa combuste, furono trovati frammenti fittili e resti di laminette, forse applicazioni della kline (letto funebre) che veniva posata sulla pira.
Nell’altra urna di maggiori dimensioni, rettangolare, oltre alle ceneri, furono ritrovati, invece, 2 anelli d’oro di diversa grandezza, attualmente esposti nel Museo Archeologico Paolo Orsi (settore D, vetrina 319).

L’anello più grande d’oro massiccio con rubino nel castone sul quale sono incisi 2 pesci che nuotano verso sinistra, le cui squame sono rese con grande verosimiglianza e plasticità. Si tratta di un capolavoro di oreficeria, forse un sigillo.
In base al confronto con numerosi tipi monetali con ritratti di sovrani ellenistici (ad esempio di Alessandro Magno), la testa sembrerebbe proprio quella di un dinasta e, dal momento che non vi si ravvisa nessuno dei monarchi del mondo ellenistico, Vinicio Gentili ritenne che rappresentasse un re di Siracusa.

L’identikit risolto grazie alla datazione dell’anello - fine IV - prima metà III sec. a. C.-, che ben si addice a quel re il quale, come ci riferisce Diodoro, per primo assunse il titolo di BASILEUS (re) a Siracusa: Agatocle
(regna dal 316 al 289 a. C.).
Questa attribuzione sembra molto vicina al vero di quella riferita ad Archimede, sostenuta da S. Ciancio nel 1965: se dobbiamo prestar fede alle parole di Cicerone, la tomba dell’illustre scienziato doveva essere improntata a grande semplicità.
Il nostro sepolcro, invece, doveva configurarsi come un vero e proprio mausoleo ellenistico con solido basamento e uno sviluppo notevole sopra terra, grandioso segnacolo della tomba lungo la strada che, puntando a Nord, terminava all’ Hexapylon (scala Greca), come testimoniano le tracce di carraie ad esso vicine.
Ai resti di un recinto fanno poi pensare alcuni buchi nella roccia per incassi lungo il margine della strada stessa.
Se da un lato il nostro monumento trova confronti nella tomba di Terone ad Agrigento, dall’altro, meglio si potrebbe paragonare al famoso Mausoleo di Alicarnasso, una delle 7 Meraviglie del mondo.
La grandiosità architettonica, unitamente alla decorazione scultorea di cui si sono trovati elementi, ci consente di qualificare il monumento come tra i piu rappresentativi della Siracusa ellenistica fortemente permeata da influenze orientali.


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