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Dolores Mary Eileen O' Riordan & The Cranberries European Tour 2010 Apr July Nuove Date

Giovedì 4 marzo 2010 | 00:00
• Dolores Mary Eileen O' Riordan & The Cranberries European Tour 2010 Apr July 2010

• NUOVE DATE •
Sabato 3 luglio 2010 a Heineken Jammin Festival di Venezia Marghera,
Lunedi 5 luglio 2010 al Festival Rock in Roma,
Martedi 6 Luglio a Rock in Umbria a Spello,
Giovedi 8 Luglio 2010 a Torino

DATE LOCATION - Mar / Apr 2010
Mar /3/2010 Strasbourg, France Zenith
Mar /5/2010 Nantes, France Zenith
Mar /7/2010 Bordeaux, France La Patinoire Meriadeck
Mar 8/2010 Toulouse, France Zenith
Mar /10/2010 Lisbon, Portugal Campo Pequeno (bullring)
Mar /12/2010 Madrid, Spain Palacio Vistalegre
Mar /13/2010 Barcelona, Spain Pavello Olimpic Badalona
Mar /14/2010 Marseille, France Le Dome
Mar 6/2010 Milan, Italy Mediolanum Forum
Mar /17/2010 Zurich, Switzerland Hallenstadion (small version)
Mar 19/2010 Amneville, France Le Galaxie
Mar /21/2010 Lyon, France Halle Tony Garnier
Mar /22/2010 Paris, France Zenith
Mar /23/2010 Amsterdam, Holland Heineken Music Hall
Mar /25/2010 Brussels, Belgium Forest National Club
Mar /27/2010 Berlin, Germany Columbiahalle
Mar /31/2010 London UK Royal Albert Hall
Apr /2/2010 Rennes, France Le Liberte
Apr /3/2010 Tours, France Le Grand Hall
Apr /4/2010 Limoges, France Zenith
Apr /6/2010 Pau, France Zenith
Apr /7/2010 Montpelier, France Zenith
Apr /9/2010 Geneva, Switzerland Arena
Apr /10/2010 Nice, France Palais Nikaia
Apr /12/2010 Paris, France Zenith
Apr 13/2010 Rouen, France Zenith
Apr /14/2010 Amiens, France Zenith

Cronache da un concerto - Colonia 3 Mar 2010 - di Debora Francione

Sembra passato un tempo infinito da quando, nei lontani anni novanta, una ragazza tentava di nascondersi dietro un microfono e fissando lo sguardo sul pavimento attirava su di sé più attenzione di quanto potesse sopportarne.
La ragazza in questione è oramai diventata una donna e ieri, al Palladium di Colonia, ha dato dimostrazione di quanto il tempo sia efficace non solo per la memoria.
Dolores Mary Eileen O' Riordan, frontwoman dei Cranberries, ragazza turbolenta con pochissima classe femminile ma dotata di un femmineo sentimentale ad altre sconosciuto, è un atipico caso del mondo musicale.

Se al pari dei suoi colleghi e colleghe rockettari, è stata più volte vittima di up and down umorali, lei è al contempo da loro diversissima perché ha saputo scegliere, è stata capace di staccarsi dal cinico mondo musicale, dai suoi trend - tra i quali l’assurda richiesta di “sforzare” l’indole creativa del gruppo al quale è richiesto un cd all’anno per mantenere caldo il ricordo di questo - e in questo la famiglia, dice lei, è stata fondamentale.

E di famiglia parla anche il brano “Ode to my Family” che ieri è stato uno dei primi in scaletta. Non è un caso che il testo menzioni non solo i sentimenti - espressi sotto forma di domande nel testo- verso il padre e la madre, bensì compare il giudizio della gente, quella voce dalla quale Dolores sarà sempre influenzata e riuscirà solo in maturità a lasciare fuori di sé: “ […] And people everywhere think somethink better than I am”.

In realtà sarà, forse, proprio quel rapporto di amore e d’odio tra il mondo interiore della cantante e il territorio tangibile dei facili giudizi espressi fuori a dare il “la”, la spinta emozionale e l’ispirazione.

Altro tema che ha fortemente ispirato i testi e le melodie talvolta stanche e irritabilmente cupe e ovattate, è la delusione: quella profonda, però, che getta nello stato di angoscia più irreversibile, la cui intensità è rappresentata, nella loro musica, non solo da un tono musicale buio - il basso è nella loro musica è un medio peculiare - bensì dalle parole del testo stesso: mai come in Daffodil Lament parole e musica si sposano insieme generando una tragedia musicale con tanto di rinascita di speranza finale. In questo caso si può parlare di due canzoni in una, di un momento, di trapasso, prima di cadere giù nella disperazione più assoluta, seguito dal più leggero, ma non scevro da note malinconiche, motivo in cui la cantante recita: “ I have decided to leave you forever, I have decided to start things from here, thunder and lightning won’t change what I ‘m feeling […] ”.
Prima della decisione di “indipendenza” dalla “dipendenza” d’amore, si sentono battere dei colpi che anticipano il cambio non solo musicale, bensì morale. E’ il suono dell’alternativa, sempre possibile, di cambiare direzione è la divisione, in canzone, come la vita, in due parti; è altresì decisione di cambiare, scegliendo il giusto quando, di ripartire con una melodia più rassicurante.

I momenti di grinta non mancano e Dolores li sottolinea con dei balletti molto personali che, vista la sua esilità, la fanno somigliare ad un folletto celtico, tanto per rifarci alle sue radici.
In How, brano di apertura, grida tutta la rabbia di chi, tradito, si chiede come si possa promettere in amore ciò che non si può concedere: “ In your world, you're alone in your face. You're alone in your world, you're alone in your face. How you said you never would leave me alone, oh. How you said you never would leave me alone”.

Infine, ma non ultimo, il famigerato pezzo Zombie, che ha definitivamente collocato i Cranberries tra le stelle del rock.

Qui mi fermo, non posso svelare nulla di più, perché la performance del 2 Marzo a Colonia, che vede un prosieguo in diverse città Europee, tra le quali Milano in Italia, deve essere gustato e sentito in maniera soggettiva e in via diretta.
Debora Francione

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