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Acustic Music Sicily Palestine •quelli che bruciano la frontiera • Pocket Poetry Orchestra • Catania Mercoledì 11 May 2011 h 21,15 Centro Culturale Zo v.le Africa piazzale Asia • Dounia

Venerdì 6 maggio 2011 | 00:00
Acustic Music Sicily, Palestine •quelli che bruciano la frontiera • Pocket Poetry Orchestra • Catania Mercoledì 11 Maggio 2011 h 21,15 Centro Culturale Zo v.le Africa piazzale Asia • Dounia


• Monchef Ghachem – voce recitante
//////////// Biagio Guerrera – voce recitante •

• Pocket Poetry Orchestra

////////////// Faisel Taher – voce •

Vincenzo Gangi – chitarra
Giovanni Arena – contrabbasso
Stefano Zorzanello – sax, flauto, elettronica
Marina Borgo – marimba e percussioni
• Riccardo Gerbino – percussioni

• quelli che bruciano la frontiera è la traduzione di harraga, termine che in Arabo designa i migranti clandestini, quelli che attraversano il Mediterraneo su scafi vecchi e stracarichi alla ricerca di fortuna sulle coste europee e che troppo spesso ci annegano in quel mare.

• Titolo scelto per questo nuovo lavoro che unisce altre musiche alle parole poetiche di Moncef Ghachem e mie.

///////// • 2 figure femminili della memoria ci accompagnano, 2 donne del mare: la madre di Moncef, figlia, moglie, madre di pescatori, custode di una Cultura antica e oramai quasi scomparsa; e mia nonna Rosa Viola, che negli anni ’20 viaggiò in mercantile da Odessa a Suez a Gibilterra con mio Nonno Melo, capitano di lungo corso.

• Forse perchè questi sono stati anni particolarmente duri per le popolazioni che abitano sulle coste del Mediterraneo, questo lavoro è più duro, più "politico", più compatto rispetto al precedente reading Dalle sponde del mare bianco, presentato con i Dounia in Italia e Tunisia in tempi recenti.

• Rimane sempre il canto palestinese di Faisal Taher, il calore acustico delle musiche il respiro alto della poesia di Ghachem, declinata ancora una volta in francese e tunisino, che si incontrano con la musica dolente del siciliano.

• 2 lingue, due mondi che si guardano attraverso lo specchio del mare, del tentativo di conoscere e della disperazione, dell’amore e del sogno.

/////////// • Testimonianza di un’amicizia e di un dialogo ancor più che possibile necessario, in anni dove le ragioni del cuore e dell’intelligenza cedono quotidianamente il passo all’odio e alle armi.
- Biagio Guerrera -

//////////// • PS
Solo pochi giorni fa abbiamo assistiamo sgomenti all’ennesima tragedia: un barcone di migranti cola a picco a largo di Lampedusa, 250 morti, annegati in una delle più gravi stragi della storia del Canale di Sicilia, che dagli Anni ‘90 ormai si è preso la vita di almeno 4.500 persone.

///// • • Intanto un forte vento di libertà e rivolta, partito proprio dalla Tunisia, attraversa con forza il mondo arabo. Siamo contenti, aspettavamo questo momento da anni.
• Le contraddizioni e le incertezze non mancano, la vecchia Europa fatica a capire, ma i ragazzi della "rivoluzione del gelsomino", di piazza Tahrir, di Benghazi ci restituiscono un’immagine di coraggio e speranza.
Il vecchio ordine del Mediterraneo sta cambiando per sempre, speriamo che il nuovo abbia il volto di questi ragazzi.

///// • Il nostro compito qui è anche quello di RIABILITARE il Mediterraneo (...) È di scoprire quanto c’è di concreto e vivo in esso, ed è, in ogni occasione, di favorire i diversi aspetti di questa cultura. - Albert Camus -


• La Pocket Poetry Orchestra nasce nel 2007 da un’idea di Biagio Guerrera, che dà seguito e amplia l’esperienza dell’incontro poetico-musicale tra il poeta tunisino Moncef Ghachem e il gruppo italo - palestinese dei Dounia (esperienza confluita nel reading Dalle sponde del mare bianco, inciso su cd e contenuto nell’omonimo libro pubblicato nel 2003 da Mesogea).

• La PPO comprende infatti i quattro componenti dei Dounia, il cantante palestinese Faisal Taher, il chitarrista Vincenzo Gangi, il contrabbassista Giovanni Arena e il percussionista Riccardo Gerbino, con l’aggiunta della percussionista Marina Borgo, del polistrumentista e compositore Stefano Zorzanello e dello stesso Biagio Guerrera in qualità di attore.

• La PPO vuol essere un ensemble che si pone come scopo peculiare quello dell’indagine sonora tra musica e parola, per creare un tessuto musicale e vocale omogeneo: un flusso sonoro che possa porgere all’ascoltatore un unico suono in cui la parola del testo è completata dalla musica, e mai inibita.
Oltre a questo primo lavoro, quelli che bruciano la frontiera su testi di Moncef Ghachem e Biagio Guerrera, la Pocket Poetry Orchestra ha già in cantiere 2 nuovi reading, e la voglia di esplorare altri ambiti quali la sonorizzazione di immagini, la danza e il teatro.


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TAGS: Moncef Ghachem, Biagio Guerrera, migranti, Sicilydistrict, Acustic Music Sicily - Palestine, quelli che bruciano la frontiera, Pocket Poetry Orchestra, Dounia, Mediterraneo, Faisal Taher, rivoluzione del gelsomino, piazza Tahrir, Benghazi, Tunisia

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