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Italia Agricoltura il CRA diventa CREA ecco cosa cambia

Giovedì 2 luglio 2015 | 09:02
Jun 2015 - Italia Agricoltura il CRA diventa CREA ecco cosa cambia

Il Nuovo Ente di Ricerca riorganizzato in 28 sedi e 10 laboratori, rispetto alle oltre 80 di origine, ivi compresa Amministrazione centrale di Roma con 19 presidi regionali, che si appoggiano o sulle strutture di ricerca dell’Ente già operative sul territorio o su strutture messe a disposizione da soggetti istituzionali con cui CREA collabora.

CRA CREA presentato ad ExpoMilano2015 dal Ministro agricoltura Maurizio Martina

Il CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e analisi dell'economia agraria), nato da incorporazione INEA da parte del CRA (in cui erano già precedentemente confluiti INRAN ed ENSE), con i suoi circa 2300 addetti, il maggiore ente di ricerca dedicato ad agroalimentare.

Il suo Nuovo assetto, prevede, distribuiti in tutto il territorio nazionale, 12 Centri di ricerca - ciascuno con una o più sedi – di cui 6 disciplinari (genomica e bioinformatica, agricoltura e ambiente, difesa e certificazione, ingegneria e trasformazioni agroalimentari, alimenti e nutrizione, politiche e bioeconomia) e 6 di filiera (cerealicoltura e colture industriali, colture arboree - cioè alberi da frutta, agrumi e olivo -, viticoltura ed enologia, orticoltura e florovivaismo, zootecnia e acquacoltura, foreste e produzioni del legno).

La riorganizzazione prevede un percorso di concentrazione e razionalizzazione, che consenta di raggiungere i seguenti obiettivi:

• Maggior economicità della gestione e migliore organizzazione, anche di tipo amministrativo;

• Maggior coordinamento delle attività e miglior capacità di controllo e monitoraggio dei risultati, rispetto agli obiettivi strategici e di indirizzo scientifico;

• Innalzamento qualitativo della ricerca, grazie al maggior accesso alle apparecchiature scientifiche e all'accresciuta possibilità di confronto tra ricercatori.

• 12 strutture di ricerca hanno come punto di riferimento il Comitato Scientifico, che svolge compiti di controllo e indirizzo dell'attività scientifica, predisponendo appositi programmi di ricerca e curandone l'esecuzione, attraverso il monitoraggio e il confronto costante con le strutture di ricerca.

• presidi regionali sono vere e proprie sentinelle sul territorio: intercettano e gestiscono la domanda di ricerca in ambito locale, coordinandosi con l'offerta prodotta dai centri su scala nazionale e potenziano il trasferimento tecnologico sul campo

• Ciascuna delle sedi dedicate ad attività di ricerca e sperimentazione dispone dei campi sperimentali, siano essi terreni agricoli, allevamenti o impianti, organizzati in modo funzionale all'attività del singolo Centro.
Intera struttura proiettata a favorire le relazioni e l'integrazione delle attività di ricerca con le principali realtà europee e internazionali, con Università e altri Enti di ricerca nazionali, pubblici e privati, con il territorio e le imprese.

• riassetto organizzativo definisce gli interventi necessari per assicurare il contenimento della spesa e la riduzione del numero delle sedi, rafforzando l'equilibrio economico-finanziario del CREA.

• Spending review, che garantisce il conseguimento degli obiettivi finanziari imposti dalla legge di stabilità, ovvero una riduzione della spesa corrente del 10% entro la fine del 2017, può sintetizzarsi nelle seguenti linee di intervento: • Riduzione dei centri di costo in misura più che proporzionale rispetto alla riduzione delle sedi;

• Riassetto delle aziende, al fine di migliorarne l'efficienza e massimizzarne i ricavi;
• Centralizzazione delle procedure di acquisto e razionalizzazione delle strutture di supporto amministrativo;
• Revisione dei contratti di acquisto di beni e servizi, per adeguarli alle effettive necessità dell'Ente.

SEGNO del CAMBIAMENTO: il marchio CREA
che pur non costituendo un acronimo, incorpora al suo interno evocazione dei contenuti dell'Ente e ambizione di realizzare un Nuovo corso per il sistema Agricoltura Italiano.

• passaggio alla Nuova strutturazione avverrà con gradualità e flessibilità, tenendo conto delle effettive competenze presenti nei vari Centri, della strumentazione a disposizione, dei costi di trasferimento o di adattamento delle strutture, della coerenza con gli obiettivi di razionalizzazione e concentrazione.

• CREA si presenta adesso più agile e compatto, più sintonizzato alle esigenze del Territorio e delle imprese, più pronto a cogliere opportunità di finanziamento Nazionali ed Europee e a valorizzare Eccellenza scientifica dei suoi ricercatori – dichiara il commissario Salvatore Parlato - intendiamo essere il sostegno al Made in Italy di fronte alle grandi sfide agroalimentari.

da CRA a CREA
Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA)
diventa - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura ed Analisi dell’Economia Agraria -

www.crea.gov.it


Alpiz

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