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FLOWERS • FIORI • NATURA E SIMBOLO DAL ‘600 A VAN GOGH • FORLÌ • 24 JAN / 20 JUN - - - - - 2010

Domenica 17 gennaio 2010 | 00:00
• Come la grande mostra canoviana del 2009 ha riscoperto i fondamentali rapporti tra CANOVA e Forlì, la rassegna approfondisce la continuità degli interessi BOTANICI nella società e nella cultura forlivese tra il prezioso GIARDINO fatto allestire da Caterina Sforza alla fine del ‘400 e il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 – 1823). Le sue tavole illustrate di FIORI sono confrontate con i dipinti di alcuni dei maggiori “Fioristi” tra ‘700 e ‘800. Curatori della mostra e del catalogo sono Antonio Paolucci, Daniele Benati, Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti; il prestigioso comitato scientifico è presieduto da Antonio Paolucci. Curatori allestimento Studi Wilmotte et Associes Paris e Lucchi & Biserni Forlì. Il percorso espositivo si articola all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di S. Domenico e nelle stanze del piano terra dove si sono tenute le 4 precedenti mostre. * * * * * ATTRAZIONE FIASCA FIORITA * * * * * La magnifica “FIASCA FIORITA ” opera più celebre conservata nei Musei del S.Domenico. Considerata una della più belle NATURA morte di tutti i tempi, la “Fiasca fiorita” di Forlì è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il MISTERO. Non è stato, infatti, identificato il suo autore. Sono stati fatti molti nomi, tutti più o meno plausibili, tra cui quelli che appaiono più vicini alla realtà restano CARAVAGGIO e CAGNACCI. Anche se il quesito è, probabilmente, destinato a rimanere insoluto, una cosa è certa: si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista - cioè da un pittore che riproduceva solo fiori, appartenente al gruppo dei cosiddetti “Fioristi” - ma da un grande MAESTRO appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, dedita alla rappresentazione della figura umana, quindi alla pittura sacra, a quella di storia e al ritratto. Attorno e a partire da questo capolavoro, alcuni tra i più importanti studiosi - Antonio Paolucci, Daniele Benati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti - hanno elaborato il progetto di una mostra che intende riproporre, da un punto di vista e con approccio metodologico del tutto nuovi, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco (cioè dalla fine del ‘500) e l’affermazione della modernità con Van Gogh e il simbolismo, giungendo così alle soglie del ‘900, prima della comparsa delle avanguardie storiche. I capolavori di Caravaggio, Cagnacci, Gentileschi, Dolci e di altri grandi pittori di storia che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori, ma anche lo straordinario caso di Rembrandt nello strepitoso ritratto della MOGLIE come FLORA, aiutano se non a risolvere, ad avvicinarsi al MISTERO, che è poi racchiuso nel segreto della sua straordinaria bellezza, della “Fiasca fiorita” di Forlì. Le opere selezionate sono la dimostrazione di come i quadri di fiori o i quadri di figura, dove l’elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore alla figura, abbiano raggiunto un’intensità e una originalità estetica assai superiore alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei “Fioristi”. Rispetto al ‘700, quando il tema sembra scomparire, si verifica una forte e decisiva ripresa nel corso dell’800. Mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione altamente specifica, ma inevitabilmente commerciale, sono proprio i protagonisti dei grandi movimenti della pittura moderna, dal Romanticismo al Realismo, dall’Impressionismo al Simbolismo, a reinventare il genere dandogli un nuovo significato. Appiani, Runge, Hayez, Delacroix e Courbet, Bazille e Fantin-Latour, Manet e Monet, Cézanne e Renoir, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin e Klimt, Van Gogh e Previati rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ma ispirati soprattutto dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi, sostituendo ai valori del contenuto quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche (come accade anche in letteratura, se solo pensiamo ai FLEURS du MAL di BAUDELAIRE) la magia della pura visione dell’occhio dell’artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell’arte. Musei di S. Domenico Piazza Guido da Montefeltro 10/12 - catalogo Silvana Ed. + INFO: 0543.1912030 Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net

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