
Dic 2010/6 Feb 2011 Milano antologica di Salvatore Fiume (Comiso 1915-1997 Milano) pittore poeta scultore architetto scrittore e scenografo • Sicilian Artist
Grande mostra antologica di Salvatore Fiume (1915-1997)
• ANTICONFORMISTA del ‘900
100 Opere Anni ’40 - ’90 mostra promossa da Provincia di Milano/Ass Cultura, Fondaz Fiume in collab. con Galleria Artesanterasmo di Milano a cura di Laura e Luciano Fiume
• Fiume fu pittore, scultore, scenografo, architetto, poeta, sviluppando una personalità artistica originale, che traeva le sue origini soprattutto dalla Metafisica di De Chirico, Savinio e Carrà.
• Fu lo stesso Savinio che nel 1950 propiziò il suo invito alla Biennale di Venezia, introducendolo anche alla Scala, dove Fiume realizzò scenografie per ‘Medea’, ‘Norma’, Nabucco’, ‘Guglielmo Tell’, ricordate nella parte iniziale della mostra, insieme con quelle per il Covent Garden di Londra.
• 7 quadri illustrano invece i temi della ‘Città di Statue’ e delle ‘Isole di Statue’. Questa parte della rassegna comprende anche un gruppo di ‘disegni metafisici’ e una grande scultura di ‘Guerriero’ realizzata in vimini dipinti.
• 100 opere tra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni e bozzetti per progetti architettonici e scenografia che documentano la lunga e molteplice attività dell'artista siciliano di Comiso (Ragusa) dagli anni ‘40 agli anni ‘90.
• Lombardo d'adozione, Fiume visse tra Milano che l'accolse negli anni ‘30 e Canzo ( Como), dove decise di risiedere e lavorare quando non viaggiava.
Non seguì mai le mode del momento, piuttosto rimase fedele a un proprio ideale di pittura mutuato dalla formazione classica. Il che non gli impedì di sviluppare una personalità artistica originale e indipendente e di elaborare immagini riconoscibili come soltanto sue. Per questo può definirsi un anticonformista del Novecento.
• Fiume fu profondamente influenzato dal ‘400 italiano, dalla pittura di Velázquez e Goya e, nel Novecento, da Picasso e dalla pittura metafisica di De Chirico, Savinio e Carrà.
La mostra, suddivisa per temi e periodi, si sviluppa in 6 sale toccando tutti i momenti più significativi del suo percorso artistico, con opere di proprietà della Fondaz Fiume e 20 pannelli esplicativi, con immagini e testi di approfondimento.
Il percorso della mostra si apre con 7 dipinti sul tema delle "Città di statue" e delle "Isole di statue" realizzate negli anni ‘50, strutture architettoniche antropomorfe e zoomorfe che anticipano in forma pittorica i successivi progetti architettonici di edifici abitabili, documentati in mostra da appositi pannelli.
• Appartiene a questa serie anche una grande scultura in vimini, raramente esposta in pubblico, intitolata "Guerriero". Il percorso espositivo prosegue da un gruppo di disegni metafisici degli anni '40 e '50. Sono alcuni dei disegni che aprirono le porte di Milano al giovane artista di Comiso. Il critico e poeta Raffaele Carrieri, colpito da tanto talento, lo presentò ad Alberto Savinio il quale, a sua volta, lo fece invitare alla Biennale di Venezia del 1950 e lo introdusse al Teatro alla Scala, teatro per il quale Fiume realizzò indimenticabili scenografie (in particolare per "Medea", "Norma", "Nabucco" e "Guglielmo Tell").
Un pannello presenta i bozzetti e le fotografie di queste scenografie per la Scala di Milano e il Covent Garden di Londra. Seguono trenta illustrazioni originali di Fiume per il romanzo "Quo Vadis?" del polacco Sienkiewicz eseguite con una tecnica molto particolare. Sfruttando la flessibilità di una lametta da barba, Fiume riusciva a sottrarre strati più o meno sottili del colore steso uniformemente sulla carta. Ciò gli permetteva di delineare figure in trasparenza, corpi voluminosi o intere folle in uno spazio di soli 10 cm x 17.
• 2a sala interamente dedicata al ciclo delle "Ipotesi", realizzato fra il 1983 e il 1992. In queste opere, Fiume accosta elementi tratti da maestri lontani nel tempo e nello spazio, come Raffaello, Rembrandt e Tintoretto, a figure da opere di artisti moderni come Picasso e de Chirico e ne ambienta l'incontro ideale nelle proprie città di statue. In tal modo Fiume esemplifica il concetto a lui caro della Contemporaneità di tutta l'Arte.
• Di questo ciclo sono esposte 10 opere, tra dipinti e sculture, fra cui "L'incontro al vertice", con elementi di Velázquez, Raffaello e Picasso; "Tre Grazie", con figure da Rubens e de Chirico e "Lezione di anatomia", con elementi da Picasso e Rembrandt.
3a sala si apre con 2 dipinti dal "ciclo spagnolo" (1947-1973), frutto di un dialogo costante che Fiume tenne con la pittura di Goya (in mostra "Signora con ventaglio") e Velázquez ("Il Vicerè).
• Un pannello racconta un episodio curioso e singolare della vita artistica di Fiume il quale nel 1947, non riuscendo ad affermarsi con il proprio nome, inventò l'esistenza di un pittore spagnolo esiliato a Parigi perché in odio al regime franchista, e ne eseguì le opere firmandole Francisco Queyo.
I quadri, di più immediata comprensione rispetto alle opere neometafisiche con cui Fiume si era presentato inizialmente, entusiasmarono critica e pubblico e in una mostra alla Galleria Gussoni di Milano (1948) andarono a ruba.
La 4a sala dedicata alle figure femminili, uno dei temi centrali della produzione di Salvatore Fiume. 5 dipinti, tra cui il grande olio intitolato "Scienziati che discutono sulle origini della donna" e 2 sculture lignee, d'ispirazione africana.
• catalogo edito da Edizioni Artesanterasmo
• ingresso gratis • Spazio Oberdan, v.le Vittorio Veneto 2 MILANO orari h 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, 24 e 31 dicembre 10-15 chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio 2011
- - - -> fino a Domenica 6 Febbraio 2011 •
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