
4 Dec 2010/24 Mar 2011•SicilyDistrict Aidone(Enna)Argenti di Morgantina finalmente nella loro Terra • suggestivo allestimento & convegno Archeologico
AIDONE //// MUSEO ARCHEOLOGICO
Largo Torres Truppia 1
Tel +39.0935.87307
Email: parcoarcheo.morgantina@regione.sicilia.it
• Argenti di Morgantina, magnifici e rari esemplari prodotti da artigiani del III sec a.C. restituiti alla Sicilia dagli USA, adesso nel Museo Archeologico di Aidone, ex convento di cappuccini nell'Ennese.
• Restituiti all'Italia ad inizio 2010, gli Argenti di Morgantina, 16 preziosi manufatti del III sec. a.C. sono rientrati in Sicilia dopo una tournée coord. da Ass Regionale Beni Culturali Sicilia cominciata in primavera a Roma, proseguita al museo Salinas di Palermo e conclusasi a Shangai Expo China.
• Al museo Archeologico di Aidone gli ARGENTI affiancano gli acroliti di Demetra e Kore (VI sec. a. C.) provenienti dal Bayly Art museum Virginia University, da dicembre 2009 restituiti alla Comunità siciliana.
Ora si attende il ritorno sancito da protocollo siglato nel 2007 dal Min.Beni Culturali, Regione Sicilia ed USA: quello della celebre Venere di Morgantina. •Nome dato dagli americani alla dea dalle vesti drappeggiate come nelle opere di Fidia, trafugata nelle campagne ennesi negli anni ‘70 ed esposta per 22 anni al Paul Getty Museum di Malibu, in California.
Al suo rientro in Italia, nella primavera del 2011, la Venere potrebbe presto cambiare nome: secondo alcuni studiosi, infatti, sarebbe una raffigurazione della GRANDE MADRE della Sicilia Greca, la dea DEMETRA.
• • ALLESTIMENTO MUSEALE 16 pezzi d'argento,esposizione – nelle 3 sale con ampie finestre che danno sulle colline verdi dell'entroterra ennese – di una raccolta di reperti inediti provenienti dall'abitazione di Eupòlemos (III sec. a.C.) e recuperati durante le campagne di scavo degli Anni ‘90 dirette da Malcom Bell: un altare domestico (arula), vasellame da mensa, anelli e stiletti in bronzo, vasetti e 2 monete divenute simbolo della romanzesca avventura degli Argenti: una Sikeliòtan coniata a Morgantina nel 212 a.C. con l'effigie di una DEA (Persefone o Demetra). Esse servirono agli archeologi a datare gli argenti di Eupòlems – nascosti nottetempo dal proprietario ai Romani conquistatori – e gli ultimi scavi clandestini che tanto hanno sottratto alla comunità siciliana.
Convegno internazionale - SACRI agli DEI - (come recita l'iscrizione riportata su uno dei reperti), cui hanno preso parte archeologi, magistrati e studiosi.
La provincia di Enna, con Morgantina, con la Villa del Casale di Piazza Armerina e con la Venere deve diventare un polo d'eccellenza, Turistico e Culturale, dove i visitatori potranno ammirare una parte importante del nostro immenso patrimonio - Per ospitare gli Argenti - sono stati svuotati 3 ex magazzini Archeologici - ha spiegato il direttore del Parco, Enrico Caruso - e grazie ai fondi PO FESR 2007-2013, il progetto punta a raddoppiare la superficie del museo che - con l'arrivo della Venere e con il sito di Morgantina - diventa una meta ineludibile per la conoscenza delle Antiche Civiltà della Sicilia e del Mediterraneo.
/////////// FOCUS ARGENTI Archaeological Treasures JEWELLERY •
• Tesoro di Morgantina costituito da 16 gioielli di Argento dorato che hanno fattura e cronologia differenti probabilmente perché comprati e tesaurizzati dai proprietari della casa in epoche diverse.
• Il medaglione di Scilla: di eccezionale valore artistico ha la figura del mostro marino dal busto di donna e gambe a forma di teste di cane, che scaglia un masso.
• Vasi e coppe per il simposio: erano destinati al momento culminante del banchetto.
• 2 grandi coppe (mastoi) con i piedi a forma di maschere teatrali utilizzate per miscelare vino con acqua e spezie.
• La brocchetta (olpe) e l'attingitoio (kyathos) servivano per prelevare il vino dal contenitore, le coppe con medaglione dorato e la tazza a 2 anse (skyphos) erano usate per bere il vino.
• Vasi e coppe per i riti sacri: piatto ombelicato (phiale mesomphalos) serviva per versare liquidi durante i sacrifici, piccolo altare (bomiskos) decorato con ghirlande e bucrani si usava per bruciare i profumi ed infine le pissidi, di cui una con coperchio decorato e l'altra con figura femminile e cornucopia, contenevano essenze ed unguenti.
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