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no fly zone Libia • Numeri & Cifre • 32 Mirage F-1 mig 23 MIG 21 • in the Mediterranean sky Sa 19 Mar 2011

Sabato 19 marzo 2011 | 00:00
no fly zone Libia • Numeri & Cifre • 32 Mirage F-1 mig 23 • in the Mediterranean sky Sa 19 Mar 2011 •


////////////////////// Flotta Aerea Militare Libica //////////////////////

• La maggior parte dei velivoli libici sono di origine sovietica, e quindi risalgono a prima del 1989

L'altro maggior fornitore della forza Aerea Libica è stata la Francia, che ha fornito 32 Mirage F-1 negli anni 70.

//// Ecco un rapido inventario della flotta di aerei da combattimento LIBICI

- Mirage F-1 AD e ED: Ma dei 32 Mirage F-1 consegnati, la maggior parte sono misteriosamente scomparsi nel corso degli anni, si presume che il regime di Gheddafi abbia venduto ai Paesi soggetti ad embargo.

• Dopo la revoca dell'embargo nel 2008 dai Paesi occidentali per quanto riguarda il suo Paese, Gheddafi ha firmato con Dassault il contratto per la ristrutturazione di 12 Mirage F-1. Tuttavia, solo 4 aerei sono stati effettivamente disponibili.

Inoltre, 2 di loro sono fuggiti a Malta dopo che i loro piloti hanno rifiutato di bombardare i civili. Dopo questa defezione, uno dei due restanti Mirage è stato abbattuto il 3 marzo 2011. ////

• La flotta di MIRAGE F-1 è ora limitata ad 1 solo velivolo ! ////// •

- Mig-23 (tra 50 e 70 velivoli): Aereo entrato in servizio nel 1970, rappresenta sicuramente la più grave minaccia dell'Aviazione libica.

//////// Le sue capacità di combattimento aereo sono equivalenti a quelli delle prime versioni degli F-16 Usa.

Tuttavia, essi non hanno fatto manutenzione dopo la loro acquisizione e sono poco efficienti in caso di scontro.

La maggior parte dei velivoli non sono più idonei al volo, anche se il loro numero è stimato tra 50 e 70 velivoli.

//////// 9 aerei Mig 23 sono stati catturati dai ribelli, alcuni sono stati persino usati per bombardare le posizioni delle forze fedeli a Gheddafi.

- Mig-21 Fishbed:aereo da caccia russo è stato consegnato in circa 50 esemplari
La flotta attuale stimata tra 20 e 40 aeromobili.

- MiG-25 Foxbat: intercettore avrebbe posto problemi per le forze della coalizione, ma sono stati dismessi alcuni anni fa.

- Su-24 Fencer caccia bombardiere, buono se la manutenzione fosse stata fatta ... Ciò evidentemente non è il caso della Libia, che ne possiede non più di 2
Le sue capacità sono limitate aria-aria per autodifesa.

- Su-22 Fitter: rappresenta una quota significativa della forza aerea libica, da 40 a 80 aerei sono ancora in servizio e sono attivamente coinvolti in bombardamenti a bassa quota contro i ribelli.
Le forze anti-Gheddafi ha anche detto di avere abbattuto parecchi di questi aerei la scorsa settimana.

Proprio come l'aviazione, la difesa aerea libica non dovrebbe creare troppo grande minaccia per le forze impegnate nel quadro di un mandato delle Nazioni Unite, almeno durante la loro permanenza a quote medie e alte.


- SA-6 : progettati in Russia per proteggere le forze del Patto di Varsavia contro gli attacchi aerei della NATO, hanno una buona mobilità.
I suoi missili sono accreditati con un range da 4 a 24 km e può colpire obiettivi fino a 14 000 m di volo.
In caso di raid aerei per eliminare le difese libiche, quindi è su questi mezzi si concentrerà in via prioritaria l’attacco NATO /ONU

- SA-8 Gecko sistema mobile inoltre, ha la peculiarità di integrare il radar e missili sullo stesso veicolo, rendendo il sistema più facile da implementare.
La sua portata effettiva è compreso tra 2 e 9 km di un tetto massimo di 5000m.

- SA-7 Strela sistema difesa evoluto: missile anti-aerei lanciati da spalla è probabilmente il più comune in tutto il mondo.
Con la sua larga diffusione e facilità d'uso rappresenta una minaccia significativa a bassa quota. Sicuramente che gli aerei della coalizione ONU/NATO, non si avventura sotto di 5.000 m per evitare questo tipo di minaccia.

- Zu-23 e ZSU-23: A differenza dei sistemi precedenti, non è dotato di missili, ma di armi, che vanno da 2 a 4 a seconda della versione.

Il problema principale con l'introduzione del NFZ (No fly Zone) è, come abbiamo detto, la vasta area della Libia, 3 volte piu grande dell’Italia.

Supponendo che il rilevamento radar di velivoli avanzati E-3 AWACS è 650 Km, ci vorrebbero almeno 4, al fine di coprire l'intero territorio della Libia.

Sebbene la maggior parte delle basi aeree Libiche sono concentrate sulla costa, dove la densità di popolazione è più alta, molte basi si trovano nel deserto.
La loro localizzazione non sarà facile.

Inoltre, gli aerei Libici di fabbricazione russa, in alcuni casi possono decollare da piste grezze, aumentando così la loro capacità di sopravvivere.

La mappa sottostante mostra la distribuzione delle basi aeree sul suolo libico.

Ultimo aggiornamento 19 Marzo 13:00: un MiG-23 catturato dai ribelli, è stato abbattuto sopra Bengasi. Possibile che sia stato vittima di "fuoco amico".

///////// YESTERDAY 18 Mar 2011 • Mancava il classico minuto a mezzanotte quando la Comunità internazionale, rotti gli indugi, ha deciso di correre in aiuto ai coraggiosi insorti di Bengasi e Misurata, ormai allo stremo.

• Con la risoluzione ONU che impone la no fly zone alla Libia (in pratica la chiusura e l'isolamento dei cieli per bloccare i rifornimenti di armi e soldi, nonché il reclutamento di mercenari), per il regime di Gheddafi è forse arrivata l’ora della resa dei conti.

• Ma sarà un finale di partita turbolento in cui le mosse andranno studiate con la massima cautela per non tornare al terrorismo e all’estremismo violento del rais, di sicuro inviperito e pronto a ricorrere a misure estreme contro la sua gente.

Ormai il potere pare gli stia scivolando tra le dita come la sabbia del deserto e nessuno accorda il minimo credito alla sua proposta di tregua, alla sospensione delle ostilità che l'opposizione e le Nazioni Uniti sono inclini a considerare come un bluff dettato dalla disperazione.

A rendere ancor più preoccupante il quadro generale sono poi le vistose contestazioni che attraversano il mondo arabo affamato di libertà, giustizia e democrazia.

Nella incerta evoluzione del conflitto, che rischia di infiammare tutto il Mediterraneo, molto dipende ora da come si muoveranno Europa, Occidente ed Usa per garantire l’incolumità dei civili, senza ricorrere all’occupazione militare che già ha provocato disastri immensi su altre scacchiere (Iraq).

Il sangue del Popolo Libico non è a poco prezzo, a noi costa caro versarlo - ha detto il portavoce delle forze insurrezionali. Si faccia in modo che non valga meno di un barile di petrolio.


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