
Le Verita nascoste • Massimo Gardini, direttore generale Enav (ente nazionale assistenza al volo) aviazione civile tutto si sta svolgendo in modo regolare ma Trapani Airport rimane chiuso 22 Mar 2011
• No fly zone e gli attacchi aerei contro le postazioni militari libiche, scattati con l’operazione “Odissea all’alba” - per i passeggeri dell’aeroporto di Trapani !
non hanno e non avranno alcuna ripercussione sul traffico aereo civile.
A dichiararlo è Massimo Gardini, direttore generale dell’Enav (l’ente nazionale di assistenza al volo), ricordando che per quanto riguarda l’aviazione civile «tutto si sta svolgendo in modo regolare ! ».
Infatti, non c’è traccia della Chiusura dell’aeroporto di Trapani sul sito ENAV
www.enav.it
• 2° giorno di chiusura dell'aeroporto civile di Trapani Birgi dopo la decisione presa domenica per consentire le operazioni militari dell'attigua base militare. Sono complessivamente 16 i voli che oggi verranno dirottati dallo scalo civile di Trapani all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo.
//// • I passeggeri in partenza sono 2.318 tutti dovranno recarsi a Palermo !
• Per quanto riguarda l’Italia, dalle cui basi aeree partono i velivoli, Massimo Gardini che «da sempre c’è un grande coordinamento tra l’Enav e l’Aeronautica militare per la gestione congiunta e flessibile dello spazio aereo».
Il che significa che il primo provvede a far sì che nessun velivolo civile si trovi sulla direttrice o attraversi le rotte e gli eventuali corridoi utilizzati dagli aerei militari in azione.
Mentre per i voli internazionali, la gestione del traffico aereo è nelle mani dell’apposito Centro europeo per la gestione centralizzata dei flussi (un organismo che fa capo a Eurocontrol) e ha sede a Bruxelles.
«Tutte le compagnie aeree e agli enti di servizio aereo europei, vale a dire i vari Enav nazionali, sono stati informati del divieto di sorvolo sulla Libia - spiega ancora Gardini -, per cui le compagnie sanno che, se devono andare da nord a sud di questo Paese, devono in qualche modo circumnavigarlo passando a est o a ovest della Libia stessa.
In applicazione del divieto di sorvolo, quindi, le compagnie pianificano i piani di volo alternativi per i collegamenti interessati allo spazio aereo libico, e li comunicano al Centro a Bruxelles, che autorizza i nuovi percorsi».
Non essendoci un grande flusso su quelle rotte, dice Gardini, non ci sono problemi nell’ottenere le autorizzazioni.
Pochi o NULLA PROBLEMI, poi, per quanto riguarda i passeggeri, conclude Gardini, «se si considera che per un volo intercontinentale di 4mila miglia», settemila chilometri (Roma-Città del Capo ne conta 8.500), «che normalmente dura 10 ore, la variazione è di 15-20 minuti in più»
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Massimo Gardini, ENAV
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